gli alberi non si muovono


Clack! Il giorno in cui sono diventato matto
May 29, 2009, 12:48 pm
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Ecco. Finalmente (o disgraziatamente, fate un po’ voi) è successo. Da oggi non ci sono più dubbi. Sono ufficialmente matto. E la colpa è solo vostra. E’ inutile che vi nascondete dietro un dito, dietro la vostra ipocrita dichiarazione d’innocenza. Siete voi i responsabili. Con i vostri sguardi indagatori, i giudizi quotidiani, i sorrisi sotto i baffi e quel malcelato atteggiamento di superiorità.
“Tiè, guarda quello. Guarda che faccia”.
E io a forza di subire le vostre vessazioni, ecco come sono finito. Lentamente, inesorabilmente, ufficialmente matto. E lo so bene che la vostra sordida curiosità brama di sapere com’è che si diventa matti da un giorno all’altro, ma su questo punto vi devo deludere. Mettetevelo bene in testa. Anche se lo so quello che vi immaginate nelle vostre testoline frementi di novità, non è così che avviene. Non è così che si diventa matti. Non ti svegli una mattina e paaammm! sei matto. No, non è così che succede. Si diventa matti lentamente. Ci vuole pazienza, tanta pazienza per far posto alla follia.
E magari la cosa vi gratificherà pure, ma devo dire che insieme abbiamo fatto un gran bel lavoro. Sì, proprio noi. Io più voi per la precisione. Io con la mia gran pazienza e voi con i vostri giudizi, la vostra morbosa curiosità, l’ipocrisia, la dabbenaggine, il qualunquismo, le formalità, il senso civico, quello morale… Bè, sì. Voi di doti in questo senso ne avete in abbondanza. Ne avete eccome. Poi io naturalmente ci ho messo del mio con la mia infinita, inestinguibile, ineguagliabile pazienza, ma devo ammetterlo, senza la vostra trafila di pregi e virtù non sarei arrivato da nessuna parte. Senza di voi, insomma, non sarei nessuno. E mai sarei riuscito in questo arduo compito.
E anche se, come vi dicevo, matto si diventa lentamente, c’è un momento in cui si percepisce chiaramente di aver varcato la soglia e che si non potrà mai più tornare indietro.
Si tratta di una linea per l’esattezza. Immaginate una linea gialla come quella che si trova sulla banchina delle stazioni ferroviarie.
“Non oltrepassare la linea gialla” trovate scritto in tutte le stazioni.
Ecco. Io vi ho avvertito. Poi fate come volete. Ma state attenti. Non oltrepassate la linea gialla. Perché una volta dall’altra parte tutto cambia forma.
Clack!
Sì, è proprio un clack! quello che sentirete nella vostra testa. Proprio nel cuore del cervello. E’ questo il segnale acustico che vi dirà che siete andati oltre, che il passaggio è avvenuto inequivocabilmente. Siete dall’altra parte. Niente sarà più come prima.
E’ da questo momento in poi che la gente avrà un atteggiamento diverso con voi. No, non sono paranoie. Non è delirio di persecuzione. Sta accadendo veramente. La gente vi guarda e bisbiglia, ride, tuttalpiù vi dà una pacca sulla spalla e a differenza di prima vi inizia a salutare, vi dà qualche monetina ogni tanto e quando capita una sigaretta. Siete diventati finalmente innocui. Ce l’avete fatta. Nessuno vi teme più e non dovete più temere nessuno. E’ così che funziona. Sono finiti i tempi dolorosi dei giudizi, delle ipocrisie e degli sguardi di sottecchi. Quando si diventa matti non c’è più nulla da temere. La pacchia inizia ora. Benvenuti. Questa è quella che gli esseri umani chiamano follia.