gli alberi non si muovono


Solo in testa
November 30, 2008, 6:55 pm
Filed under: la mia Ganna anni '70 | Tags: ,

“E’ solo in testa! Ormai il gruppo è lontano! 100 metri al traguardo! Si volta per l’ultima volta! Si aggiusta la maglietta sul petto! Fa un respiro profondo! Alza le braccia in segno di vittoria e taglia il traguardo solitario!”.

Ecco. E’ così che me la immagino la mia gara più importante. Tutti tesi verso il mio inseguimento, ma io solo in testa che batto tutti. Sono primo! Sono il campione! Non ce n’è per nessuno. E cazzo se ho bisogno di riconfermarmi campione dopo tante sconfitte! Perché ad arrivare secondi non ci si abitua mai. Anche se si è secondi di fronte a miliardi di altri, si rimane secondi. Si osserva con rabbia la schiena del primo. Punto e basta.

E io, a dirla tutta, mi sono veramente rotto i coglioni dell’inseguimento. Che c’entra, è comodo inseguire. E’ un buon allenamento. Si hanno dei punti di riferimento. Si sfrutta la scia. Ma non si capisce se quello è il proprio passo o quello di cui ci si accontenta. E poi allenarsi a inseguire può anche essere divertente e gratificante, ma a un certo punto viene voglia di prendere la testa e dettare il proprio ritmo.

E io ve lo dico chiaro e tondo. Proprio di questo sono stanco. Non voglio più inseguire!

E’ ora di imporre il mio passo. Sono stufo di fissare la schiena di quelli davanti. Voglio il cielo come punto di riferimento. E voglio gli altri, uno a uno, dietro di me che prendono confidenza con le mie spalle. Non ce n’è per nessuno.
Da oggi la manfrina cambia. Ficcatevelo bene in testa. Sono io e nessun altro.
Me la continuo a ripassare in testa la scena. Ed è come se la vedessi. Sono solo in testa, alzo le braccia, mi volto per l’ultima volta, faccio un respiro profondo, distendo i muscoli, taglio il traguardo solitario e lancio il mio grido di vittoria. “Sììììììì!”

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il posto di comando
April 13, 2007, 12:08 am
Filed under: la mia Ganna anni '70

fa impressione pensare che la prima volta che sono salito su questa bicicletta l’ho fatto attraverso un seggiolino posto di fronte al manubrio dove ora entrerebbe a malapena la mia testa

trent’anni dopo ho preso io il posto di comando

crescere è una gran bella soddisfazione