gli alberi non si muovono


Diario di un vola vola! mancato
January 11, 2009, 6:31 pm
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“Guarda che è divertente fare vola vola!“… giusto, ha ragione la mamma. Cazzo, poi da bambini è così facile… ti prendono in mezzo ti tirano su per le braccia e via! Vola vola vola!… e volavi veramente, mica per scherzo! Solo che alla mia età trovare qualcuno che ti prende e ti fa fare vola vola! non è mica semplice… Finisce che vola vola! ti tocca farlo da solo, ma poi non è la stessa cosa… il vero vola vola! si fa con gli altri. E il problema è che alla mia età convincersi ogni volta che sarà bello fare vola vola! non è per niente facile. Perché crescendo uno si mette in testa una marea di stronzate e magari si arriva a addirittura a pensare che “quella è roba per bambini”, “noi siamo adulti”, “certe cose non si possono mica fare”. E invece fai vola vola! una volta e ti rendi conto di quanto sei stronzo e di quanto sono stronzi gli adulti che vola vola! non lo vogliono più fare perché a te fare vola vola! ti manca, ma prima di allora non te ne eri reso conto. E allora passi davanti all’Associazione Culturale Centro del Tango Argentino “Astor Piazzola” e ti ricordi che avevi sentito dire che i finlandesi sono il secondo popolo al mondo più appassionato di tango e pensi che anche se sta cosa del tango non c’entra un cazzo, tu un po’ i finlandesi li invidi, perché sono così nordici, così tristi, così compassati eppure si lasciano andare al tango argentino. Che è una specie di vola vola! per grandi in cui nessuno di afferra e ti fa volare, ma comunque una bella cosa da provare.
E allora penso che invece di riempire i giornali di dichiarazioni inutili i politici dovrebbero prometterci e garantirci una cosa solamente… un vola vola! gratuito al giorno per tutti! Perché sì, credo che la gente si sentirebbe meglio se facesse vola vola! almeno una volta al giorno.
E’ tutta una questione di controllo. Nel vola vola! non ci dev’essere controllo da parte di chi vola. E quindi è necessario abbandonare questo maledetta abitudine che ci impogono da adulti e metterci completamente nelle mani di qualcuno che ci fa volare, che ci fa staccare da terra almeno un metro con le ginocchia che ci toccano il naso…
bè, ripenso al vola vola! di ieri sera… è un po’ come se qualcuno cerca di farti volare e tu ti ostini a lottare contro la forza di gravità puntando con ostinazione i piedi per terra… e allora mi riviene in mente che Marco mi diceva che a lui fa tanto ridere quando mi accanisco con qualcuno definendolo un imbecille! marcando con decisione la lettera b… e allora fatti quattro risate Mà… hai ragione tu, quella storia doveva iniziare così… Io sono un imbecille. E sarebbe stato un vero capolavoro. Già, perché una storia che inizia così se non altro ti fa ridere. Anche se poi un imbecille io lo sono veramente e sta cosa non fa per niente ridere… No, perché io sono un imbecille che si rifiuta di fare vola vola! e credo non ci sia nient’altro da aggiungere. Se non che io voglio fare veramente vola vola!… è la cosa che desidero di più al mondo. Ma per ora proprio non mi riesce.



Diario di uno che ha paura
January 2, 2008, 12:31 am
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voglio il controllo sulle cose! sulle cose!
E’ razionale no… Ci sono delle cose davanti e tu le tieni sotto controllo in qualche modo, le dirigi, non c’è niente di più semplice
le cose devono andare assolutamente come tu ce l’hai in testa
le reazioni degli altri devono essere quelle, il tuo comportamento questo e il risultato lo stesso… controllo, ci vuole assolutamente controllo
sì, forse ha ragione Calvino
arrivare a non aver paura, questa è la meta ultima dell’uomo
e l’eliminazione della paura passa necessariamente per il controllo delle cose
non si ha paura di ciò che si controlla, di ciò che si tiene in pugno, ma di tutto il resto
è una conseguenza della sindrome del recinto, tutto quello che sta dentro il recinto è funzionale alle nostre esigenze, alle nostre aspettative
non possiamo temerlo, è sempre sotto il raggio d’azione dei nostri occhi, sapremo che servirà perfettamente ai nostri scopi
ci renderà tranquilli… e nella tranquillità si muore che è una meraviglia
no, non ha ragione Calvino (cazzo Calvino…) la paura è la fonte della vita, la paura genera la vita, la cultura e la società sono l’esempio perfetto di come l’uomo risponde alla paura della morte
senza paura caput! tutto finito
non si ama senza paura, la tranquillità ci può anche coccolare per un po’, ma finita la necessità di coccole finisce anche tutto il resto
ogni tensione emotiva si spegne
avere una qualche forma di controllo sulla paura, barcamenarsi nel torrente della paura evitando di finire alla deriva, ma irreggimentare il torrento no, questo non è possibile
trasformarlo in una tavola piatta non è pensabile né auspicabile
insomma, tentare di controllare le cose attraverso le nostre azioni
sì, va bene si tratta di un controllo parziale… parole… ma le parole sono importanti
parziale e pericoloso perché c’è in gioco la nostra integrità mentale
sì, lo sanno anche i muri… la paura dilania
e dilania tanto più ci si è fatti male la volta precedente
si alza il livello di guardia proporzionalmente alla paura di farsi male, di ricaderci di nuovo
si sta in bilico sopra un gigantesco rasoio da barbiere
da una parte e dall’altra c’è il precipizio mentre sopra la lama se non si sta attenti si finisce per tagliarsi pericolosamente
ma il controllo delle cose quello no, il delirio di onnipotenza non ti salva affatto il culo
nel momento in cui credi di avere in mano il rasoio c’è qualcuno alle tue spalle che ti sta affettando allegramente le chiappe
la paura è fondamentale in questo senso, io ho paura! e che non mi venissero a raccontare stronzate
si può decidere di avere meno paura, perché si capisce che con alcune persone se ne prova di più e con altre di meno, ma certo arrendersi alla paura… no questo no
è da meschini, da incapaci
bisognerebbe fare un esercizio ogni mattina
ripetendo… ho paura praticamente di tutto
di quello che dico, di quello che penso, di quello che scrivo, di quello che sono e di quello che sarò
si può avere paura in tante forme
paura di amare, paura di smettere di amare, paura di morire e anche paura di vivere (questa è la forma più diffusa)
sì, è vero, la paura ti paralizza le gambe a volte, ma si è vivi solo nella paura e con la paura
e allora è giusto voler aver paura
sì, voglio aver paura!
io ho paura! più lo dico e più lo sento… eccome se ho paura, ma mi piace, sapeste quanto mi piace aver paura



Diario di una vodka
January 1, 2008, 5:36 pm
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ecco, sono di fronte a questi due seduti a un bancone e neanche tanto simpatici
niente di che, sono la stessa da secoli
trasparente e inodore
una di quelle che cose che a vedersi possono sembrare assolutamente neutre, ma che neutre non sono
prova a mandarmi giù e vedrai come brucio
accidenti se brucio!
sì, lo so, posso essere indigesta, ma una volta fatta la bocca le mie virtù iniziano a risplendere
calore, calore…
vampate di calore che riscaldano le membra intirizzite dal freddo
si scioglie la lingua, si libera la mente
qualità apprezzabilissime
ma nonostante questo non vado di moda
neanche in queste fredde notti di dicembre
no, la gente preferisce roba diversa
cocktail colorati addobbati di cannucce, ghiaccio (oddio mio il ghiaccio…) e bandierine
sì lo so, l’apparenza ha la sua importanza, ma qualcuno ha mai calcolato quanto queste infide bevande multicolore si ripercuotono su stomaci e menti delle persone?
e già, perché il giorno dopo queste infami si riprendono con gli interessi tutto quello che ti hanno regalato in colori, ghiaccio, cannucce e bandierine
nonostante questo non importa, è una pura questione di immagine, la gente le preferisce
per non parlare delle droghe poi
potete solo immaginare il fascino che la parola droga può esercitare su una persona

vodka vs droga

è chiaro che vince droga, fosse anche puzzone reimpastato, erba all’ammoniaca, cocaina allungata con la farina, trip scialiti, pasticche per la pressione od oppiacei di bassa lega
niente da fare, a livello di marketing vende di più
si fa vedere
sbrilluccica
accende il cuore e gonfia l’animo di autostima
droga! droga!
e io che mi ritrovo qui con questi due che fanno anche delle smorfie terribili con la bocca ogni volta che mi mandano giù
ma in fondo mi sono simpatici questi due
già, perché mentre tutti ballano, ridono, si divertono e girano orgogliosi accompagnati dalle loro bevande colorate e con le loro droghette in corpo cercando di fissare qualche sguardo che magari ricorderanno il giorno dopo, loro sono lì
tranquilli, seduti al bancone di un locale semivuoto a festeggiare il Capodanno con noi
e di noi sicuramente si ricorderanno
già, perché dimenticavo, siamo in due
vodka accanto a vodka
e non vodka qualunque
vodka russa di alta qualità
oh, a dirla tutta questi due mi sembrano dei disperati
che c’entra, gli voglio bene, ci mancherebbe altro
ma per riqualificarmi tra la gente preferirei gente migliore, più in vista
gente che mi beve nel caos di qualche festa, in mezzo al delirio del Capodanno
che magari finisce che qualcuno gli chiede… ma che stai bevendo?
e lì parte la propaganda sulle nostre infinite virtù
no, così non funziona
si rimane isolati, lontani dai grandi mercati di massa

va bene, facciamocene una ragione
non passeremo agli onori della cronaca per questa serata, ma almeno un po’ di consolazione…
sempre meglio di arrivare alla bocca della gente mischiati in quelle bevande terribili al succo di frutta o in versioni esotiche che ci stravolgono di dolcezza
vodka al melone, alla pesca, alla fragola… niente di peggio
certo sono lontani i tempi in cui le nostre virtù venivano decantate nella grande letteratura russa
posti d’onore c’erano per noi, allora!
l’ultimo che ci ha degnato dell’attenzione che meritavamo è stato il grande Venicka
una storiaccia quella
non finì bene, tra delirium tremens, cliniche psichiatriche e ben pochi onori
comunque bisogna essere realisti, guardare al concreto
ora siamo qui, questi due mi piacciono, voglio fare assolutamente qualcosa per loro e prima ancora per me
devo riqualificare la mia immagine
trovare un modo per far sì che tutte quelle bevande colorate tra sfarzi di cannucce e bandierine cangianti inizino a guardarci con invidia e rispetto
stesso discorso vale per le droghe, anche se li va studiata una strategia a parte, più composita

intanto metterò sul piatto la mia idea
un qualcosa di rivoluzionario che cambierà il destino della vodka e di chi la beve

da oggi mi reivento

sarò vodka alla spina

chissà, magari funziona…



Diario dell’Esquilino
June 19, 2007, 10:24 am
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finisco la mia birra davanti a Santa Maria Maggiore
due indiani mi chiedono come arrivare al Colosseo in un inglese tipicamente indiano
un netturbino cerca di farmi la doccia con l’acqua della fontana
mi godo le ultime ore di luce
Roma è splendida prima di cena se non hai dei tempi da rispettare
stasera vado a mangiare da Sonia
accanto a me un barbone divora il suo panino e si disseta con un cartone di Brillo, vino da 50 centesimi
mentre mi allontano fa il gesto di offrirmi una parte della sua cena

era un barbone estremamente gentile oppure devi preoccuparmi del mio aspetto?



diario del lunedì di pasqua
April 9, 2007, 5:54 pm
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la gente intesa come media percentuale ama stare in coda



diario breve di un incontro
April 8, 2007, 9:31 pm
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“stai ‘mbriaco come ‘na zucchina, eh!” Marco ex-tossico ad Alberto astemio



diario di un parchetto
February 27, 2007, 1:27 pm
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in quel parchetto ci vado ogni mattina a fare una passeggiata
è un parchetto
niente di più

nel parchetto ci sono
anziani che parlano
bambini che giocano
persone che portano il cane a passeggio
ci sono anche molti alberi

riconosco solo il pino marittimo
purtroppo non sono bravo a riconoscere le piante
me lo segno su un foglio
“compra un libro per imparare a riconoscere gli alberi”

intorno ci sono solo palazzoni
quelli a sinistra sono brutti
quelli a destra un po’ meglio

c’è anche una piccola area recintata dove i cani possono correre liberamente e annusarsi il culo a vicenda
in fondo al parco c’è una sorta di gazebo di legno con delle panchine dove i ragazzi si ritrovano

quel parchetto puzza tremendamente di piscio
d’altronde i cani pisciano

quel parchetto non è molto curato
anzi è sporco

però è meglio della strada per fare una passeggiata

nel parchetto solitamente c’è solo questo
mentre stamattina c’era anche qualcos’altro
una moto grigia
ma non era ferma
correva lungo il vialetto
e non aveva nemmeno una faccia simpatica

il parco non è per le moto
la strada è per le moto

“vorrei ammazzarlo”
ho pensato
poi mi sono ridimensionato

“vorrei scaraventarlo giù dalla moto”
forse sarebbe stato anche più divertente

peccato
alla fine non ho fatto nessuna delle due cose