gli alberi non si muovono


Diario di uno che ha paura
January 2, 2008, 12:31 am
Filed under: diari

voglio il controllo sulle cose! sulle cose!
E’ razionale no… Ci sono delle cose davanti e tu le tieni sotto controllo in qualche modo, le dirigi, non c’è niente di più semplice
le cose devono andare assolutamente come tu ce l’hai in testa
le reazioni degli altri devono essere quelle, il tuo comportamento questo e il risultato lo stesso… controllo, ci vuole assolutamente controllo
sì, forse ha ragione Calvino
arrivare a non aver paura, questa è la meta ultima dell’uomo
e l’eliminazione della paura passa necessariamente per il controllo delle cose
non si ha paura di ciò che si controlla, di ciò che si tiene in pugno, ma di tutto il resto
è una conseguenza della sindrome del recinto, tutto quello che sta dentro il recinto è funzionale alle nostre esigenze, alle nostre aspettative
non possiamo temerlo, è sempre sotto il raggio d’azione dei nostri occhi, sapremo che servirà perfettamente ai nostri scopi
ci renderà tranquilli… e nella tranquillità si muore che è una meraviglia
no, non ha ragione Calvino (cazzo Calvino…) la paura è la fonte della vita, la paura genera la vita, la cultura e la società sono l’esempio perfetto di come l’uomo risponde alla paura della morte
senza paura caput! tutto finito
non si ama senza paura, la tranquillità ci può anche coccolare per un po’, ma finita la necessità di coccole finisce anche tutto il resto
ogni tensione emotiva si spegne
avere una qualche forma di controllo sulla paura, barcamenarsi nel torrente della paura evitando di finire alla deriva, ma irreggimentare il torrento no, questo non è possibile
trasformarlo in una tavola piatta non è pensabile né auspicabile
insomma, tentare di controllare le cose attraverso le nostre azioni
sì, va bene si tratta di un controllo parziale… parole… ma le parole sono importanti
parziale e pericoloso perché c’è in gioco la nostra integrità mentale
sì, lo sanno anche i muri… la paura dilania
e dilania tanto più ci si è fatti male la volta precedente
si alza il livello di guardia proporzionalmente alla paura di farsi male, di ricaderci di nuovo
si sta in bilico sopra un gigantesco rasoio da barbiere
da una parte e dall’altra c’è il precipizio mentre sopra la lama se non si sta attenti si finisce per tagliarsi pericolosamente
ma il controllo delle cose quello no, il delirio di onnipotenza non ti salva affatto il culo
nel momento in cui credi di avere in mano il rasoio c’è qualcuno alle tue spalle che ti sta affettando allegramente le chiappe
la paura è fondamentale in questo senso, io ho paura! e che non mi venissero a raccontare stronzate
si può decidere di avere meno paura, perché si capisce che con alcune persone se ne prova di più e con altre di meno, ma certo arrendersi alla paura… no questo no
è da meschini, da incapaci
bisognerebbe fare un esercizio ogni mattina
ripetendo… ho paura praticamente di tutto
di quello che dico, di quello che penso, di quello che scrivo, di quello che sono e di quello che sarò
si può avere paura in tante forme
paura di amare, paura di smettere di amare, paura di morire e anche paura di vivere (questa è la forma più diffusa)
sì, è vero, la paura ti paralizza le gambe a volte, ma si è vivi solo nella paura e con la paura
e allora è giusto voler aver paura
sì, voglio aver paura!
io ho paura! più lo dico e più lo sento… eccome se ho paura, ma mi piace, sapeste quanto mi piace aver paura

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Diario di una vodka
January 1, 2008, 5:36 pm
Filed under: diari

ecco, sono di fronte a questi due seduti a un bancone e neanche tanto simpatici
niente di che, sono la stessa da secoli
trasparente e inodore
una di quelle che cose che a vedersi possono sembrare assolutamente neutre, ma che neutre non sono
prova a mandarmi giù e vedrai come brucio
accidenti se brucio!
sì, lo so, posso essere indigesta, ma una volta fatta la bocca le mie virtù iniziano a risplendere
calore, calore…
vampate di calore che riscaldano le membra intirizzite dal freddo
si scioglie la lingua, si libera la mente
qualità apprezzabilissime
ma nonostante questo non vado di moda
neanche in queste fredde notti di dicembre
no, la gente preferisce roba diversa
cocktail colorati addobbati di cannucce, ghiaccio (oddio mio il ghiaccio…) e bandierine
sì lo so, l’apparenza ha la sua importanza, ma qualcuno ha mai calcolato quanto queste infide bevande multicolore si ripercuotono su stomaci e menti delle persone?
e già, perché il giorno dopo queste infami si riprendono con gli interessi tutto quello che ti hanno regalato in colori, ghiaccio, cannucce e bandierine
nonostante questo non importa, è una pura questione di immagine, la gente le preferisce
per non parlare delle droghe poi
potete solo immaginare il fascino che la parola droga può esercitare su una persona

vodka vs droga

è chiaro che vince droga, fosse anche puzzone reimpastato, erba all’ammoniaca, cocaina allungata con la farina, trip scialiti, pasticche per la pressione od oppiacei di bassa lega
niente da fare, a livello di marketing vende di più
si fa vedere
sbrilluccica
accende il cuore e gonfia l’animo di autostima
droga! droga!
e io che mi ritrovo qui con questi due che fanno anche delle smorfie terribili con la bocca ogni volta che mi mandano giù
ma in fondo mi sono simpatici questi due
già, perché mentre tutti ballano, ridono, si divertono e girano orgogliosi accompagnati dalle loro bevande colorate e con le loro droghette in corpo cercando di fissare qualche sguardo che magari ricorderanno il giorno dopo, loro sono lì
tranquilli, seduti al bancone di un locale semivuoto a festeggiare il Capodanno con noi
e di noi sicuramente si ricorderanno
già, perché dimenticavo, siamo in due
vodka accanto a vodka
e non vodka qualunque
vodka russa di alta qualità
oh, a dirla tutta questi due mi sembrano dei disperati
che c’entra, gli voglio bene, ci mancherebbe altro
ma per riqualificarmi tra la gente preferirei gente migliore, più in vista
gente che mi beve nel caos di qualche festa, in mezzo al delirio del Capodanno
che magari finisce che qualcuno gli chiede… ma che stai bevendo?
e lì parte la propaganda sulle nostre infinite virtù
no, così non funziona
si rimane isolati, lontani dai grandi mercati di massa

va bene, facciamocene una ragione
non passeremo agli onori della cronaca per questa serata, ma almeno un po’ di consolazione…
sempre meglio di arrivare alla bocca della gente mischiati in quelle bevande terribili al succo di frutta o in versioni esotiche che ci stravolgono di dolcezza
vodka al melone, alla pesca, alla fragola… niente di peggio
certo sono lontani i tempi in cui le nostre virtù venivano decantate nella grande letteratura russa
posti d’onore c’erano per noi, allora!
l’ultimo che ci ha degnato dell’attenzione che meritavamo è stato il grande Venicka
una storiaccia quella
non finì bene, tra delirium tremens, cliniche psichiatriche e ben pochi onori
comunque bisogna essere realisti, guardare al concreto
ora siamo qui, questi due mi piacciono, voglio fare assolutamente qualcosa per loro e prima ancora per me
devo riqualificare la mia immagine
trovare un modo per far sì che tutte quelle bevande colorate tra sfarzi di cannucce e bandierine cangianti inizino a guardarci con invidia e rispetto
stesso discorso vale per le droghe, anche se li va studiata una strategia a parte, più composita

intanto metterò sul piatto la mia idea
un qualcosa di rivoluzionario che cambierà il destino della vodka e di chi la beve

da oggi mi reivento

sarò vodka alla spina

chissà, magari funziona…